Il Professore Stafor e il Natale senza idee è il primo volume della collana Il Professore Stafor nella Casa di Babbo Natale, in questa edizione pensato per le classi prima e seconda della scuola primaria.
Il libro nasce dall’idea di unire la lettura a un’esperienza da vivere insieme in classe.
La prima parte è un racconto natalizio: nella Fabbrica dei Regali, a pochi giorni da Natale, dalle macchine non escono più biciclette, bambole o trenini, ma soltanto cubi grigi tutti uguali. La Fabbrica funziona: sono i folletti ad aver smesso di trovare idee nuove. Per aiutarli viene chiamato il Professore Stafor, inventore entusiasta di macchine improbabili ed esperimenti non sempre riusciti, accompagnato dal suo inseparabile Ciccio. Attraverso errori, tentativi e combinazioni inattese, i folletti ricominciano poco alla volta a immaginare e a creare.
Terminata la storia, il libro cambia forma. Non propone schede da compilare né una serie di domande di comprensione, ma otto missioni cooperativeda affrontare con i compagni e le compagne. L’obiettivo è portare ciò che è accaduto nel racconto fuori dalla pagina e trasformarlo in attività concrete, nelle quali i bambini possano parlare, ascoltare, scegliere, costruire, inventare, sbagliare e riprovare.
Ogni missione sviluppa un aspetto diverso. Caccia alle ideeinvita a osservare oggetti comuni e a immaginare usi nuovi; E se...?costruisce catene di idee nelle quali ogni bambino deve ascoltare ciò che è stato proposto prima di aggiungere il proprio contributo; Tre cose impossibilimette insieme elementi lontani tra loro per dare vita a invenzioni inattese. Con L’invenzione che non funzional’errore diventa un problema da capire e migliorare, mentre Una storia, tante testeporta la classe a costruire insieme una storia.
Le missioni successive chiedono di progettare un nuovo reparto della Fabbrica dei Regali, di inventare e realizzare un regalo che non si compra e, infine, di trasformare la classe o un altro spazio della scuola in una vera Fabbrica delle Idee, aperta, se possibile, anche ad altri bambini, insegnanti e famiglie.
Il percorso è costruito attorno a sette ingredienti che vengono conquistati missione dopo missione: osservazione, ascolto, fantasia, ragionamento, creatività, collaborazione e condivisione. Nell’ultima attività tutti questi elementi vengono messi insieme. Non conta arrivare a un’unica risposta corretta: conta il modo in cui il gruppo osserva un problema, mette in comune le proposte, sceglie, prova, modifica e arriva a un risultato che nessuno avrebbe potuto costruire nello stesso modo da solo.
Le attività sono pensate per essere flessibili. Possono svolgersi in aula, in biblioteca, in corridoio o in giardino e utilizzare cartelloni, disegni, materiali di recupero, piccoli oggetti, narrazione orale e semplici costruzioni. L’insegnante può adattare tempi, materiali e difficoltà alla propria classe. In prima primaria può raccogliere e scrivere le idee dei bambini; in seconda gli alunni possono partecipare anche attraverso parole, brevi frasi e disegni.
Il libro lavora così, in modo naturale, su creatività e immaginazione, linguaggio orale e prime forme di scrittura, capacità di osservazione, problem solving, ascolto reciproco, organizzazione del lavoro e cooperazione. La dimensione ludica non è separata da quella didattica: è il modo attraverso cui i bambini entrano nell’attività e diventano parte del mondo narrativo di Stafor.
Per le classi terza, quarta e quinta della scuola primaria è disponibile un’edizione distinta dello stesso racconto, accompagnata da otto missioni differenti, pensate per una fascia d’età più grande e orientate a ricerca, argomentazione, progettazione, confronto e maggiore autonomia.