CONCORSI DI SCRITTURA CREATIVA

CREAZIONE DI UN FUMETTO

LAVORO DI CLASSE


ALUNNI LABORATORIO SCRITTURA CREATIVA

Istituto Comprensivo "IC MUSSOTTO E SINISTRA TANARO"

PLESSO DI MUSSOTTO


INSEGNANTE:

Prof.ssa CASERTA FRANCESCA

CATEGORIA F

(incipit concorso)

Erano trascorsi pochi mesi dal matrimonio tra Daniel e Camilla e dalla loro incoronazione. Tutto era ritornato alla normalità nel regno. Ma un giorno, alle prime luci dell’alba, a corte arrivò Giovanni uno dei giovani cavalieri del collegio che volle parlare con il re. Era stanco e molto provato, riuscì solo a dire “Daniel… Diego De Villamar è in pericolo, al collegio abbiamo bisogno di te”. Daniel incrociò lo sguardo spaventato di Camilla che senza indugio gli disse: “Vai!”.

 

Capitolo 1 

 

“Arriva una notizia importante…” 

 

Erano trascorsi pochi mesi dal matrimonio tra Daniel e Camilla e dalla loro incoronazione. Tutto era ritornato alla normalità nel regno. Ma un giorno, alle prime luci dell’alba, a corte arrivò Giovanni, uno dei giovani cavalieri del collegio, che volle parlare con il re. Era stanco e molto provato, riuscì solo a dire “Daniel… Diego De Villamar è in pericolo, al collegio abbiamo bisogno di te”.

Daniel incrociò lo sguardo spaventato di Camilla che senza indugio gli disse: “Vai!”.

Il re, però, non se la sentiva di lasciare da sola la sua sposa; infatti, solo pochi giorni prima, una notizia inaspettata aveva sconvolto la vita a corte, emozionando i giovani sposi.

Era una mattina come tutte le altre e Daniel si era diretto verso la sala da pranzo per gustare la colazione. Mentre stava bevendo la sua quotidiana tazza di the, si accorse che il tavolo era troppo vuoto e mancava la sua amata. Così decise di recarsi da Camilla per sapere il motivo della sua assenza. Dopo aver bussato alla porta, giunse ad aprirgli una dama; Daniel vide che Camilla stava male e che c’era bisogno dell’intervento immediato di un medico che dopo qualche ora si recò a corte per visitarla. Nel castello trascorsero attimi di tensione, prima che il dottore annunciasse: <<CAMILLA E’ INCINTA!!!>>. 

Tutti gli abitanti del regno accorsero a palazzo portando doni di tutti i tipi: giocattoli, vestitini, peluche e altri accessori per neonati. 

Passarono mesi dall’annuncio e il giorno della nascita si avvicinava sempre di più, quando a palazzo si recò un uomo possente e di bell’aspetto, con indosso abiti regali adornati da gioielli: <<Vorrei parlare con re Daniel>>, chiese ad una guardia con tono di superiorità; le porte si aprirono e il misterioso personaggio attraversò la soglia. 

Ad aspettarlo all’ingresso c’era re Daniel con una coppia di guardie.

<<Desidera?>> chiese il sovrano allo sconosciuto.

<<Il mio nome è Attilo e sono il sovrano del regno di Talossa>>.

<<Desidererei parlare con voi, perchè avrei l’intenzione di finanziare il collegio di San Giorgio>> aggiunse Attilo rivolto a Daniel. Quest’ultimo accettò e condusse Attilo in uno stanzino vicino all'ingresso; i due sovrani si ritrovarono faccia a faccia, provando quasi un senso di vergogna per quella situazione poco elegante. 

<<Le propongo di visitare il mio palazzo>> disse Attilo <<cogliendo l’occasione per parlarvi di una cosa assai importante>> aggiunse. 

Dopo un attimo di esitazione Daniel pensò che un’alleanza con un altro regno sarebbe stato un buon affare.

<<Certamente, sono onorato da quest’invito>> disse Daniel. 

Dopodichè Attilo girò il passo e se ne andò, ma una volta uscito dal palazzo si scontrò con una dama di Camilla. Era Sofia, che con sguardo seducente si inchinò chiedendo scusa. Da quel momento la giovane damigella iniziò a provare intensi sentimenti per quel bellissimo sconosciuto che in fondo ricambiava anche lui con altrettanto affetto. Le strade dei due si separarono senza che nessuno avesse avuto il coraggio di dire altro che il proprio nome e tantomeno di confessare i propri sentimenti e, soprattutto, senza sapere che le loro strade si sarebbero di nuovo incrociate.

 

 

Capitolo 2

 

“L’incontro tra i due sovrani”

 

Dopo qualche giorno, mentre Daniel era nel suo castello, arrivò un cavaliere del collegio per consegnargli una lettera a nome di re Attilo.

Curioso la aprì e iniziò subito a leggere.

 

“Caro Daniel, facendo seguito al nostro incontro, la invito al mio castello per comunicarvi una cosa che penso vi sia utile. So che Diego è scomparso e ho qualcosa che vi aiuterà a trovarlo.

 Cordiali saluti, Re Attilo” .

 

Daniel a queste parole organizzò immediatamente il suo viaggio e, salito sul suo cavallo, si avviò verso Talossa.

Arrivato davanti al castello lo accolsero due collaboratori di re Attilo.

<<Buon dì signori!>> disse Daniel.

Il primo aiutante si presentò con il nome ‘’Kant’’, nome donatogli dal re; mentre il secondo si presentò come ‘’Nice’’; sin da subito Daniel capì che quei due non andavano molto d'accordo.

<<Mi scuso per il comportamento del mio compagno a volte molto strano, il nostro Re ci aveva avvertiti del suo arrivo. Quindi prego, segua Nice>> disse Kant.

Mentre camminavano notò che Nice diceva a ogni servo una strana frase come “Eum occidere postea’’ o qualcosa di simile, quindi non ci fece molto caso e si accorse che stavano andando in una parte molto oscura del castello; era sporca e piena di ragnatele, ma soprattutto le poche persone che erano lì avevano degli occhi tetri e meschini come dei lupi. 

Si fermarono davanti a una porta strana. Era una porta pregiata, sembrava nuova nonostante l’ambiente dicesse il contrario, il pomello era in oro e stranamente non aveva nessun tipo di serratura, ma quello che risaltava subito all’occhio era il corvo nero inciso sopra; talmente nero da fare contrasto in quel contesto buio. 

<<Licentia semper regnat>> bussò Nice recitando. E allora qualcuno dall’altra parte della porta disse: <<Rex noster est supra hominem>>.

La porta si aprì; entrarono. Davanti a loro c’erano due guardie reali che indossavano entrambi una strana maschera come quella di un corvo.

<<Ben arrivato, caro Daniel>>, disse il Re. <<Vedo che hai già conosciuto i miei aiutanti>>. 

Il Re aprì un cassetto e si mise a cercare qualcosa; intanto Daniel osservò attentamente quella stanza. Sembrava un ripostiglio, ma decisamente troppo sfarzoso, il pavimento era sostituito da un tappeto pregiato in stoffa, le pareti avevano un intonaco rosso acceso tendente al viola e il soffitto aveva diverse lampade a olio collegate ai muri fatte di oro e pietre preziose, ma ciò che attirava di più l'attenzione era l’enorme quantità di casse, bauli, piccole librerie e scatole piene di strane pergamene e documenti; al muro erano appesi contratti firmati che sembravano essere molto importanti.

<<Eccola qui!!>> disse il Re. Tirò fuori una pergamena <<Non aprirla finchè non arriverai nella foresta vicina al tuo regno, spero che tu riesca a trovare il tuo amico Diego>> disse il Re. In quel momento a Daniel salì un brivido su per la schiena.

Ma, durante il ritorno, Daniel aprì subito la pergamena e vide che era una mappa che indicava un luogo nascosto nella parte più fitta della foresta. 

A quel punto, intuendo che potesse condurre a Diego, cavalcò fino al collegio per richiamare gli altri cavalieri.

<<Ho scoperto dove potrebbe essere Diego! Ma ho bisogno di voi? Chi parte con me?>>.

Tutti a quel punto pronunciarono in coro:

<<Partiremo combattenti! Ritorneremo vincitori!>>.

Un nuovo viaggio stava per iniziare…

 


 

Capitolo 3

 

“La partenza di Camilla”

 

Nel frattempo Camilla, rimasta nel castello, viveva costantemente in ansia perché non aveva avuto più notizie di Daniel.

Nonostante le sue condizioni, una notte decise di andarlo a cercare e, intrufolandosi segretamente nell’armeria, si preparò, prese il suo destriero e il suo adorato liuto da cui non si separava mai, e partì in direzione del bosco.

Durante il viaggio Camilla iniziò a intimorirsi per il buio della notte, così impaurita cominciò a galoppare sempre più veloce fino a cadere, ritrovandosi davanti a un uomo con un bastone che avanzava ad occhi chiusi: era un veggente.

Dallo spavento iniziò ad urlare, ma il Veggente la tranquillizzò presentandosi:

<<Salve! Il mio nome è Caronte e sono qui per aiutarti nella tua impresa>>.

Camilla, anche se intimorita, decise di fidarsi.

Caronte le fece un indovinello: <<Per trovare la melodia del futuro, dovrai cercare nelle note del passato>> e, improvvisamente, sparì.

Camilla a quel punto rimontò a cavallo e iniziò a pensare all’indovinello, quando le cadde il suo amato liuto, quello strumento che gli era stato affidato dalla madre prima di morire.

Camilla capì che la soluzione stava proprio nel liuto e così con le lacrime che cadevano sullo strumento lo distrusse e trovò una mappa; a quel punto, seguendo le indicazioni, con un peso sul cuore e accompagnata dai ricordi della madre, riprese il suo cammino.

Camminò per tutta la notte, ma alle prime luci dell’alba alzando lo sguardo vide il suo amore. 

Daniel, sentendosi chiamare, si voltò, le corse incontro e i due innamorati si salutarono con un bacio.

<<Cosa ci fai qui?>> chiese Daniel sorpreso.

<<Ho trovato una mappa!>> disse Camilla.

<<Dove? Come?>>

<<Non ha importanza! Ora concentriamoci solo per ritrovare Diego>>.


 

Capitolo 4

 

“Le prove”

 

Daniel, Camilla e i cavalieri iniziarono ad incamminarsi alla ricerca di Diego, seguendo la nuova mappa.

Si sentivano diversi suoni arrivare da lontano, una nebbia alta e fitta iniziava a vedersi, odori nauseanti iniziarono a sentirsi. 

Camilla con tono preoccupato si rivolse a Daniel:

<<Cosa sono questi suoni? Questa nebbia da dove arriva? E se ci potesse succedere qualcosa?>>.

Nonostante fossero in tanti, la loro paura aumentava sempre di più ad ogni passo che facevano, così Daniel, per rassicurarli disse: <<Anche se succedesse qualcosa, siamo uniti e niente e nessuno potrà mai farci paura!>>.

Tra i cavalieri si intravedeva uno sguardo combattente e in coro risposero: <<Partiremo combattenti, ritorneremo vincitori!>>.

Ad un certo punto, da una fitta rete di cespugli, piccole creature, pelose e con grandi occhi, spuntarono: erano i Molismurf pilosus. 

I Molismurf pilosus erano degli animaletti che vivevano in branchi, assomigliavano a dei peluche, avevano grandi occhi come se fossero di vetro, il colore del loro pelo si sfumava da un marroncino molto chiaro a un marrone scuro, ma nessuno era a conoscenza della loro aggressività.

I cavalieri, vedendoli, scoppiarono in una risata, pensando di proseguire la strada ignorandoli, ma… di colpo i Molismurf si misero a saltare addosso a tutti, degli artigli spuntarono dalle loro zampette, che sembravano innocue: era la loro prima prova da superare. 

I cavalieri cercarono di difendersi prendendo le spade. A Camilla, spaventata, la prima cosa che venne in mente di fare fu di coprire la pancia, prima che le creature le saltassero addosso, ma fortunatamente questo non accadde; sembrava quasi che a lei portassero rispetto, infatti appena la videro si inchinarono, come se lei fosse la loro regina.

Daniel, visto questo, disse rivolgendosi a Camilla: <<Prova a dirgli di fermarsi, visto che ti rispettano!>>.

Camilla ci provò e così facendo la ascoltarono e riuscirono a superare la prova.

La compagnia riprese il cammino, tutti con una faccia preoccupata, eccetto Camilla che, con entusiasmo, urlò: <<Ha scalciato! Vieni Daniel!>>

Grazie a questa notizia, il buon umore tornò a tutti.

Camminarono fino al sopraggiungere del tramonto e decisero di accamparsi accanto ad un lago.

Dopo essersi addormentati, nei loro sogni apparvero delle ninfe bellissime, con la carnagione di colore azzurro e i capelli molto lunghi, le frasi che dissero a tutti erano degli avvertimenti: “É nata da un legno ed è già morta ma può seppellire chi brucia di vita. Raccoglietela e tenetela al riparo dalla luce del sole”.

Alla mattina avevano tutti in mente la stessa frase, ma nessuno osò parlare, tranne uno dei cavalieri, Giovanni, che disse a tutti la frase sognata, pensando che la soluzione potesse essere la cenere lasciata dal fuoco. 

Così, prima che la notte andasse via e la luce del sole comparisse dai piccoli spazi lasciati dalle foglie degli alberi, raccolsero e misero in un sacchetto di pelle di animale la cenere lasciata la notte prima dal legno bruciato.

Incamminandosi, seguendo la mappa, arrivarono in un punto in cui sembrava che il bosco finisse. Daniel con grande coraggio si avvicinò alla “fine” e vide una sorta di canyon, da cui spuntò un animale che compariva solo nelle favole lette ai bambini, un drago. Come in tutte le favole i draghi erano rossi, con una cresta che passava per la colonna vertebrale, denti che sembravano degli aghi grossi e appuntiti; il problema è che non ce n’era solo uno. Una prova difficile, piena di imprese complicate e tranelli insidiosi, ma che ovviamente riuscirono a superare grazie a Camilla, che con la sua voce dolce e sottile come la seta, riuscì ad addormentarli.          

Tutti ne rimasero colpiti, soprattutto Daniel che, nonostante conoscesse bene la sua amata, non era a conoscenza del suo talento.

Il sole stava calando e i cavalieri si rimisero in cammino, fino a quando non arrivò un uomo, o almeno così sembrava da lontano, ma quando si avvicinò tutti videro un lupo con il volto che sembrava quello di un uomo, con la peluria bianca come la neve e degli occhi cristallini.      

Daniel, che ormai non riusciva a distinguere la cattiveria dalla bontà in una creatura, urlò:

<<Stai indietro se non vorrai farti del male!>>

La creatura si avvicinò e disse: <<Mi chiamo Lupin, faccio parte di una delle specie di lupi mannari, Creepy Vir, che purtroppo ad oggi si sono estinti, per colpa di un re, che si trovava nel regno di Talossa; il suo nome è Ettore, il nonno di Attilo. La loro famiglia ha continuato a perseguitarci fino ad oggi, da quando hanno saputo della nostra esistenza. Per questo motivo gli ultimi rimasti della mia specie sono contro di loro, compresa tutta la foresta; è stato lui ad imprigionarci in questo bosco, eravamo animali che vivevano in pace senza dare fastidio, ma purtroppo a qualcuno non andava bene.>>

Daniel e Camilla sentendo le sue parole decisero di raccontargli il motivo per cui erano lì.

Lupin, con affetto, decise di rispondergli con una frase che sollevò tutti quanti:

<<Vi ospiteremo io e la mia famiglia assieme a tutte le creature presenti nel bosco e vi aiuteremo ad uscire da qui>>.


 

Capitolo 5

“Ci stanno attaccando!”

 

Intanto Serafin si stava riposando nel suo castello quando a corte arrivò un messaggero affaticato e arrossato dalla sua corsa. 

<<Ho una lettera per Serafin!>> disse affannato il messaggero <<É da parte del re di Talossa>> aggiunse. 

<<Allora leggetela!>> disse Serafin spazientito.

 

 “Re Serafin, anzi Serafin, se state leggendo questa lettera vuol dire che il mio piano ha funzionato. Vostra figlia e Daniel sono imprigionati nel bosco incantato assieme all’esercito e adesso che il vostro castello è indifeso, finalmente potrò conquistare il vostro regno ed espandere il mio dominio! 

PS: è una dichiarazione di guerra, che sicuramente vinceremo…ahahahahah!!

Firmato: Re Attilo.”

 

Serafin strappò di mano la lettera al messaggero, la rilesse, poi la gettò per terra e si chiuse in camera aspettando che gli venisse un'idea. 

Dopo qualche ora gli venne in mente il piano perfetto; prese un cavallo, andò al villaggio e informò gli abitanti che l’intero regno era in grande pericolo e che si doveva formare un nuovo esercito: le persone si misero in fila per arruolarsi.

Intanto Serafin controllava il territorio dalla torre; quando vide un’armata in marcia verso il castello, corse al villaggio e informò gli abitanti di prendere posizione sulle porte della cinta muraria della fortezza: a breve sarebbero arrivati i soldati di Re Attilo pronti per conquistare il regno di Daniel.

Il piano di attacco era stato studiato nei minimi dettagli da Attilo grazie alle informazioni ricevute da Sofia, la damigella di Camilla che si era innamorata al primo sguardo dell’affascinante sovrano.

Dopo quel fortuito incontro i due avevano iniziato una corrispondenza segreta nella quale la ragazza aveva svelato i particolari della costruzione del castello e i punti deboli della fortezza dove sarebbe stato più semplice attaccare.

A un certo punto si sentì un urlo: << All’attaccooo!!!>>, l’inferno si scatenò davanti alle mura di difesa del castello.

Serafin prese il suo cavallo e una spada e si lanciò nella mischia per difendere il suo regno.

La battaglia entrò nel vivo e Serafin combattè valorosamente ferendo e atterrando molti nemici, fino a quando re Attilo lo prese alla sprovvista, attaccandolo alle spalle e infilzandolo nello stomaco.

Nonostante la morte del vecchio sovrano l’esercito di Attilo fu sconfitto e, mentre quest’ultimo si ritirava disordinatamente, le milizie di Serafin lo ritrovarono morto disteso sul campo di battaglia.

Con enorme dolore presero il suo corpo e lo riportarono all'interno del castello per dargli una degna sepoltura con tutti gli onori che meritava un grande sovrano come era stato Serafin.

 


 

Capitolo 6

 

“La leggenda del bosco incantato”

 

Nel frattempo, ignari di quello che stava accadendo nel loro regno, Daniel, Camilla e i cavalieri si apprestavano a scoprire la verità sulla leggenda del bosco incantato.

Tutte le creature presenti nel bosco avevano un passato tragico, che si ripercuoteva anche sul loro futuro.

Lupin decise di raccontare la loro storia per far sì che potessero avere idee ben precise sul sovrano di Talossa. 

Così iniziò a raccontare: <<Tanto tempo fa nel regno di Daniel e nel regno di Talossa, le creature magiche vivevano a stretto contatto con gli umani senza avere problemi, popolavano le radure e i boschi circostanti, ma Ettore pensò che in futuro sarebbero potuti nascere imprevisti fra i popoli che avrebbero potuto generare delle guerre. Così, ben presto, decise di creare, con l’aiuto del Veggente, un bosco incantato in cui intrappolare tutte le creature, tanto quelle buone quanto quelle pericolose, e di non farle più uscire, sterminando tutta la loro popolazione. Inoltre, si dice anche che chi cerca di uscire dal bosco viene pietrificato senza scrupoli.”

Daniel e gli altri cavalieri fino a quel momento avevano avuto un’unica preoccupazione, trovare Diego: ma ora non era più così.

Daniel, preoccupato, fece una domanda molto importante: <<Si conosce un modo per uscire da qui?>>.

Dopo questa frase tutti si guardarono preoccupati per la risposta che avrebbero ricevuto.

Lupin, anche se incerto, decise di raccontare ciò che sapeva e le voci che giravano:

<<L’unico a conoscere la soluzione è colui che ha aiutato Ettore a creare questo bosco incantato. Dovete cercare lui per riuscire ad uscirne vivi>>.


 

Capitolo 7

 

“L’incontro col Veggente”

 

Daniel capì che dovevano cercare il Veggente che aveva già aiutato Camilla a trovare la seconda parte della mappa e chiedere nuovamente aiuto a lui.

Proprio in quel momento si sentirono dei rumori provenire da un cespuglio: era il Veggente che passeggiava con disinvoltura, tenendo in mano il solito bastone, con gli occhi semichiusi come se non gli servissero per vedere. 

Daniel e i suoi amici gli andarono incontro, ma lui in cuor suo sapeva già perché lo stavano cercando.

<<Salve signor Veggente, siamo qui per chiedere nuovamente aiuto. Vorremmo ritrovare il nostro caro Diego, scomparso misteriosamente>> disse Daniel in ginocchio. <<E, soprattutto, vorremmo sapere come si può uscire da questo bosco incantato>>.

<<Penso di potervi essere d’aiuto>> disse il Veggente con uno sguardo cupo <<ma ad una condizione: dovrete prima trovare degli oggetti particolarmente preziosi che mi saranno utili in futuro. Sono scritti in questa lista: 

  • Piuma di corvo
  • Pepita d’oro
  • Semi di lampone
  • Elmetto di un cavaliere
  • Lacrima di un valoroso 

 

Daniel ringraziò il Veggente e insieme a Camilla e Lorenzo creò una squadra di ricerca.

Setacciarono tutta la foresta alla ricerca degli oggetti più facili da scovare: i semi di lampone, che trovarono nel bosco; la lacrima di un valoroso, che possedeva Daniel, perché lo era; infine l’elmetto di Giovanni, che il cavaliere decise di donare generosamente per la causa. 

Continuarono la ricerca trovando anche gli ultimi oggetti: una pepita d’oro, che rubarono a uno scheletro trovato sotterrato nel bosco; una piuma di corvo, in un nido abbandonato in un albero lì vicino. 

Raccolti gli oggetti tornarono subito dal Veggente per consegnarglieli e ricevere il suo aiuto come pattuito. 

<<Ora che abbiamo trovato tutto quello che ci avevi chiesto puoi finalmente rispondere alle nostre domande: dove è nascosto Diego? Come possiamo uscire da questo incantesimo?>>

<<Le due risposte coincidono: basterà sciogliere l’incantesimo per ritrovare Diego. Anche lui è stato pietrificato nel tentativo di scappare.

Si narra che soltanto la nascita di un uomo buono, capace di regnare con giustizia, potrà sciogliere l’incantesimo del bosco. Voi sapreste la risposta?>> disse il Veggente poggiando la mano sulla pancia di Camilla.


 

Capitolo 8

 

“Sei anni dopo…”

 

<<Siete ancora svegli?>> disse il padre entrando nella stanza silenziosamente.

<<Guarda che devi dormire per crescere sano e forte>> aggiunse rivolgendosi al figlio.

<<Ma papà…la mamma non ha ancora finito di raccontare la sua storia>> disse il bambino sotto le coperte.

Il padre prese una sedia e si sedette poco distante dalla moglie e disse: <<Continua pure la storia, Camilla>>.

<<Quando il Veggente tolse la mano dal mio grembo tutti notarono che stava indicando una precisa direzione del bosco dove avevamo lasciato le nostre borse; in quel momento tuo padre capì immediatamente cosa doveva fare. Corse verso quel punto e cercando affannosamente nelle borse trovò quel sacchetto di cenere che avevano raccolto e che avevano conservato gelosamente aspettando il momento opportuno per utilizzarla.

Improvvisamente tutto sembrò chiaro: quelle pietre su cui da giorni camminavano e inciampavano altro non erano che tutte le creature vittime dell’incantesimo. Così tuo padre, senza pensarci un attimo, sparse la polvere su di esse: gli alberi iniziarono a retrocedere, i rami iniziarono ad accorciarsi facendo tornare il sole in tutta la foresta, liberando dalla maledizione sia le creature pietrificate sia gli avventurieri che non erano più riusciti a tornare a casa, tra cui Diego.

<<Amico mio! Che paura abbiamo avuto! Temevano che non ti avremmo più rivisto!>>

<<Io, invece, ero certo che alla fine saresti riuscito a ritrovarmi!>> disse rivolgendosi a Daniel.

<<Da solo non ce l’avrei mai fatta! Devi ringraziare i tuoi cavalieri, ma soprattutto Camilla: senza il suo aiuto e il suo coraggio non saremmo giunti alla soluzione!>>.

 

<<Quando sarò grande anche io potrò vivere delle avventure come le tue, vero papà?>> chiese il bambino.

<<Ovvio, ma non grandiose quanto le mie!>> disse il padre sorridendo.

<<Daniel, ora lasciamolo dormire>> disse Camilla mentre rimboccava le coperte al bambino.

<<Buonanotte, piccolo Serafin>>.


Parte il nostro nuovo progetto: "SCRIVIAMO INSIEME UN LIBRO"

Aperto alla fascia 8-13 anni di tutta Italia. Gli incontri avverranno attraverso piattaforma digitale...


Per info clicca qui

ABBIAMO BISOGNO DI TE!!!


Se vuoi... se puoi...

Sostieni il nostro progetto!


Per info clicca qui




La nostra associazione PASSEGGERI DEL TEMPO promuove progetti finalizzati a stimolare bambini e ragazzi alla lettura e alla scrittura creativa.

Una tua donazione ci aiuterà a realizzare le nostre idee.


Per tutte le info puoi contattarci a questo indirizzo:


info@passeggerideltempo.it

Clicca MI PIACE alla nostra pagina per conoscere tutti gli aggiornamenti