CONCORSI DI SCRITTURA CREATIVA

CREAZIONE DI UN FUMETTO

LAVORO DI CLASSE


CLASSE PRIMA I - Scuola Secondaria di Primo Grado

Istituto Comprensivo "FOSCOLO-GABELLI"

FOGGIA (FG)


INSEGNANTE:

Prof.ssa TERESA TORREGROSSA


CATEGORIA F

(incipit concorso)

Erano trascorsi pochi mesi dal matrimonio tra Daniel e Camilla e dalla loro incoronazione. Tutto era ritornato alla normalità nel regno. Ma un giorno, alle prime luci dell’alba, a corte arrivò Giovanni uno dei giovani cavalieri del collegio che volle parlare con il re. Era stanco e molto provato, riuscì solo a dire “Daniel… Diego De Villamar è in pericolo, al collegio abbiamo bisogno di te”. Daniel incrociò lo sguardo spaventato di Camilla che senza indugio gli disse: “Vai!”.

 

La resa dei conti


Diego aveva deciso di ritornare nel suo collegio con Giovanni per capire che cosa era successo, per trovare una prova che gli permettesse di capire la sorte toccata a Diego. Era molto preoccupato e la paura che fosse accaduto qualcosa di brutto fece sì che i due uomini non si parlassero affatto durante il viaggio.
Dietro alla sparizione di Diego c’erano Marcus e Lamberto. I due lo avevano rapito per impadronirsi del collegio. Il rettore era stato chiuso in una delle camere segrete
del collegio, ubicate nei sotterranei della struttura, dopo che i due malfattori,
sorpresolo da solo, lo avevano tramortito con un pugno. Ma il rapimento di Diego fu solo il primo passo di un piano molto più grande e articolato che avrebbe portato
anche alla conquista del castello e del regno di Serafin II.
Proprio quando Marcus e Lamberto lasciarono il collegio, arrivarono Daniel e Giovanni che parlarono con i giovani studenti per capire quali erano stati gli ultimi movimenti e parole del loro rettore.
Tutto era stato programmato nei minimi dettagli. Marcus e Lamberto arrivarono di
notte per non essere visti da nessuno. Marcus rapì Serafin proprio nel bosco dei ciliegi dove lui amava passeggiare di notte per cogliere in solitudine la bellezza e il silenzio della natura. Lamberto si recò al castello riuscendo a superare il controllo delle guardie. Quì lo raggiunse Marcus con il rapito. I due furono molto diretti, iniziò Lamberto: “Come potrai capire la nostra non è una visita di favore. Vogliamo il tuo castello. Vogliamo tutto il tuo potere”. Marcus lo interruppe incalzando: “Non hai grandi possibilità di scelta. Tutti anche le tue stupide guardie stanno dormendo.
Quindi se morirai nessuno se ne accorgerà”. Serafin II così rispose a quelle parole
minacciose: “Non ho paura di morire. Non lascerò a voi il mio popolo che è abituato
a vivere libero, preferisco morire piuttosto che vedere la mia gente soffrire a causa di due tiranni come voi”. Lamberto a quel punto estrasse una polverina azzurra, la mise in un cucchiaino e con l’aiuto del suo amico costrinse Serafin ad inghiottirla. Il re dopo pochi minuti cominciò a non vedere più chiaramente. La sua testa pareva
offuscata e lentamente stava perdendo coscienza. Ma prima di morire disse: “Io ora
morirò ma sono sicuro che Daniel mi vendicherà e libererà il mio amato popolo. Non andrete molto lontano”.
Nel frattempo, Daniel aveva perlustrato tutto il collegio in cerca di un elemento che
gli permettesse di capire che cosa era successo a Diego. Ma proprio mentre rifletteva con Giovanni sul da farsi sentirono dei rumori provenire da molto lontano. I due cominciarono ad aprire e a perlustrare tutte le camere e man mano che scendevano sempre più giù i rumori diventavano sempre più forti. Giunti nei sotterranei del collegio, i due uomini con una poderosa spallata spalancarono una porta e si trovarono davanti il rettore Diego De Villamar che con un bastone di fortuna aveva fatto di tutto per farsi sentire. L’uomo rivelò il nome dei suoi aguzzini e che li aveva visti riporre un oggetto nella teca di cristallo posta nella camera in cui era stato imprigionato.
Daniel prontamente si attivò per infrangere la teca con la sua spada, quindi prelevò un cilindro da cui estrasse un biglietto. Daniel lo aprì e lesse con grande attenzione:

”Siamo alla resa dei conti. Ti aspettiamo, Cavaliere del re”. Daniel a quel punto non
ebbe più dubbi. Il rapimento di Diego era stato solo un pretesto per impossessarsi del castello. Non c’era più tempo da perdere, bisognava ripartire.
La mattina seguente, intanto, Camilla non avendo visto suo padre a colazione, decise di andarlo a cercare nella sua camera, forse stava ancora dormendo o forse non si sentiva molto bene, cosa che ultimamente avveniva spesso. La giovane non appena entrò in camera vide il padre riverso a terra e senza vita. A quel punto cominciò a piangere e a chiedere disperatamente aiuto ma nessuno rispose. Infatti Lamberto e Marcus avevano preso in ostaggio durante la notte tutta la servitù e li avevano costretti a non recare alcun aiuto alla donna.
Daniel dopo alcune ore arrivò al castello e trovò Lamberto pronto per lo scontro. I due duellarono con le loro spade, dimostrando una grande abilità nel combattere e negli occhi un gran desiderio di vendetta. Intanto Marcus appiccò in gran segreto un incendio. Nel giro di pochi minuti il castello fu avvolto dalle fiamme proprio mentre si stava svolgendo il combattimento tra Daniel e Lamberto.
Le fiamme ardenti iniziarono ad aumentare sempre più davanti agli occhi di Daniel,
che rimase scioccato.
Lamberto e Marcus, fieri del loro atto, scapparono. A causa dell’incendiò, crollò il tetto del castello e i cavalieri presenti sul posto si allertarono. Il crollo causò molti feriti ma i cavalieri li portarono nell’ infermeria del castello. Camilla dopo il crollo venne salvata dalle sue amiche e con loro scappò.
Durante la fuga, lei e le sue amiche incontrarono gli uomini di Lamberto. Le giovani
non si tirarono indietro e decisero di affrontarli. Iniziò il duello e gli uomini ferirono gravemente le amiche di Camilla tant’è che lei si arrabbiò come una furia e aggressivamente si diresse contro il primo uomo e lo sconfisse senza problemi . Il secondo uomo era quello più feroce quindi fu molto difficile il combattimento ma con una mossa di kung-fu Camilla lo abbattè. L’ ultimo uomo fu atterrato grazie ad una mossa che Camilla aveva appreso da suo padre Serafin. Camilla esclamò: “Fiuuu! Per un pelo... menomale che mi sono allenata in questo periodo”. Le amiche stupefatte, dopo il duello, le chiesero di insegnare loro la tecnica di combattimento. 
La donna rispose di si ma per ora dovevano rifugiarsi in un luogo più sicuro. Quindi si misero in viaggio e ad un certo punto trovarono una casetta nel bosco.
Si fermarono per giorni e si rifornirono di cibo con la caccia. Daniel, sopravvissuto all’incendio, tramite Giovanni chiese la collaborazione dei giovani allievi e dei suoi vecchi amici del collegio San Giorgio. I cavalieri arrivarono in suo soccorso guidati dal rettore Diego De Villamar, il quale gli disse: <<Non temere, ora risistemeremo tutto e ritornerà la pace, proprio come voleva il re Serafin II>>. Gli amici di una volta, Lando, Alessio, Christian, Gabriele, Francesco e Andrea, s'incamminarono con Daniel verso il bosco dei ciliegi. Nel cammino parlarono su come organizzarsi contro Marcus e Lamberto. Nel frattempo Marcus andò nel monastero dove era rinchiusa sua sorella perchè aveva intenzione di liberarla. Mentre saliva le scale, lo vide una suora che lo segui perchè le sembrava un uomo sospetto. Proprio mentre Marcus apri la porta della stanza dove era rinchiusa Elena, la suora si voltò contro di lui e gli disse: <<Chi l’ha autorizzata ad entrare in questa stanza?>>. Lui subito inventò una scusa: <<Sono venuto a fare una visita a mia sorella, mi hanno autorizzato ad entrare>> e la suora se ne andò tranquilla. Elena vide il fratello, allora capì subito che aveva bisogno di aiuto, così scapparono dalla finestra della stanza senza che nessuno se ne accorgesse.

Lamberto riuscì a trovare Camilla per affrontarla. La giovane, poichè era consapevole che l’uomo che aveva ucciso suo padre prima o poi l’avrebbe assalita, si portò con sé un'arma forgiata dal grande re Serafin II prima di morire.
Lamberto quando vide Camilla l’attaccò senza pensarci due volte, ma ad un certo punto dal cuore della foresta spuntarono Daniel, Lando e i gli altri cavalieri del collegio. Lando si lanciò verso Lamberto per vendicarsi della morte di Serafin II, per aver bruciato il castello e per aver rapito il rettore.
Proprio mentre Lando stava per estrarre la sua spada per ucciderlo, Camilla lo fermò e pronunciò queste parole:”Lando,ascoltami tu non sei veramente così, non vuoi ucciderlo davvero, stai nascondendo il tuo lato buono, così diventerai un assassino senza cuore”. Daniel continuò: “Lamberto hai fatto tanto male e sei responsabile della morte del nostro amato Serafin, ma se ora ti uccidessimo, diventeremmo come te. La violenza e la vendetta avvelenano gli animi, noi, in nome di Serafin II, desideriamo la pace per il nostro regno” Lamberto si inginocchiò piangendo e chiese perdono a tutti ma soprattutto a Camilla e a Daniel per tutto quello che aveva fatto. Tutto il popolo ringraziò Daniel e Camilla per aver salvato ancora una volta il regno, vennero proclamati sovrani e festeggiarono con tutti i cavalieri e i cittadini con un bel banchetto di carne, pesce e vino e con tanta buona musica per il resto della notte. Ma Marcus ed Elena, invidiosi della felicità dei nostri eroi, stavano di nascosto tramando la loro vendetta. Marcus disse a sua sorella: “Che gioiscano oggi...vedrai sorellina che molto presto le lacrime righeranno il loro volto e la vendetta colpirà l’amore più grande del re Daniel e della regina Camilla”.

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